Molte cose sono cambiate in questi primi due decenni del terzo millennio e altre cambieranno ancora. Ma forte è la consapevolezza che il futuro è qui, è già cominciato e ci accompagna. In questo cammino verso una prospettiva ignota, carica di aspettative e incertezze, che ogni giorno si espande e ci interpella, il primo passo non può che ripercorrere l’impostazione della Carta costituzionale che, oltre a garantire la libertà, è volta a realizzare la giustizia sociale e l’uguaglianza. I Costituenti, con spirito di leale collaborazione,disegnarono una forma di democrazia basata sul consenso, un ordinamento pluralista fondato sull’inviolabile primato della persona e sulla preesistenza delle comunità rispetto allo Stato. Ecco perché la Costituzione, ieri come oggi, riguarda tutti. E parlare di Costituzione, mai come ora, è parlare di noi. I suoi principi indicano modi di vivere che vanno realizzati, messi in pratica con l’esercizio della propria libertà, per il presente e il futuro comune di quella che viene chiamata, appunto, comunità nazionale. Una comunità che oggi non può prescindere dall’inclusione nel più ampio quadro europeo, pena la sua disgregazione, la sua riduzione all’insignificanza. Le “pietre d’inciampo” per la costruzione di qualsiasi iniziativa sociale, culturale e politica che ci guidi in questo futuro incerto, nel segno della nostra Costituzione e in una prospettiva europea, si trovano nelle parole del presidente Mattarella. Egli, nel suo ultimo discorso alla nazione, ricordando l’esigenza di dare forma ad una democrazia moderna, richiamava a fondamento della nuova Repubblica, dignità e libertà della persona, che la dittatura aveva prima oscurato e poi travolto.
Su questo disegno nasce l’iniziativa non solitaria di EuropaForum, promossa da me e da chi cura questa pubblicazione, ma con il coinvolgimento di tutti coloro che erano alla ricerca di uno spazio, di un luogo, di una nuova agorà. Il confronto aperto nella società civile sulle modalità di partecipazione alla vita pubblica, da svolgere attraverso un costante percorso di identificazione con la nostra Costituzione e con le istituzioni europee, è oggi EuropaForum. E lo facciamo mettendo al centro la persona umana e i suoi diritti, la tutela di tutti e di ciascuno. Ovvero i fondamentali del vivere insieme.
Con questi incontri, otto in circa due anni, avevano come obiettivo quello di motivare alla partecipazione, creando un’occasione per trovarsi ed è così che abbiamo rinvenuto un sentimento di “comunità”, di valori e prospettive. Trovarsi per pensarci, dentro un futuro comune, da costruire insieme, con responsabilità, perché ciascuno di noi è, in misura più o meno grande, protagonista del futuro del nostro Paese e dell’Europa unita. A noi la cura della nostra democrazia, che deve essere continuamente inverata mediante comportamenti conformi alla Costituzione e da questa ispirati. Un compito questo affidato a ciascuna generazione che ne è protagonista.
Altresì la ricerca e la realizzazione di una convivenza più serena non si raggiunge chiudendo gli occhi davanti alle difficoltà che il nostro Paese ha di fronte. Quando abbiamo deciso di dar vita a EuropaForum, eravamo e siamo consapevoli che solo un lavoro tenace, coerente, lungimirante produce risultati concreti. Un lavoro approfondito, che richiede competenza e che costa fatica e impegno, a cui non ci siamo sottratte e che ha conquistato, strada facendo, anche altri, e molti giovani. I giovani che erano il fine dei Padri Costituenti, che hanno redatto la nostra Carta per loro, per le generazioni allora future. Perché ogni generazione la consegnasse a quella successiva. Quei giovani che oggi sono in gran parte lasciati ai margini sia come destinatari di politiche pubbliche progressive, sia come soggetti coinvolti nell’azione politica; tutti fattori che mantengono basso l’interesse delle nuove generazioni verso la vita pubblica e indeboliscono la voglia di partecipazione e di impegno.
Per opporci a questo declino e per contribuire a mantenere viva l’attenzione verso la Carta costituzionale che ha generato la nostra Repubblica democratica, che ha fatto crescere l’Italia e il suo prestigio nel mondo, ricordiamo a quei giovani che partecipano agli incontri di EuropaForum che la Costituzione è una conquista: va conosciuta, amata, difesa, vissuta, ogni giorno per accogliere nuovi bisogni, per tutelare chi si trova ai margini, per avere cura dei più fragili, per affrontare le nuove sfide di convivenza e di pace e per vivere insieme, che è la condizione a cui tutti noi siamo chiamati in Italia come in Europa.
Rita Padovano