Eloise Longo

Prima Ricercatrice – Istituto Superiore di Sanità
Sono Prima Ricercatrice presso l’Istituto Superiore di Sanità. Antropologa, con un dottorato in Antropologia Medica, da anni mi occupo del legame tra cultura, salute e malattia. La mia ricerca esplora come la società influenzi il modo in cui le persone vivono l’esperienza della malattia e come le strutture sanitarie possano diventare luoghi più umani, accoglienti e attenti ai bisogni di chi vi si rivolge.
Il mio incontro con Rita affonda le radici negli anni della mia formazione, quando, da giovane antropologa, conducevo le prime ricerche sul campo, ricostruendo la storia culturale di siti sepolcrali e catacombe in diverse province laziali. Da allora, il mio percorso si è sviluppato lungo l’asse sanitario, con una crescente attenzione al rapporto tra medico, paziente e familiare — un rapporto spesso complesso, in cui la comunicazione, o la sua assenza, rappresenta uno dei nodi cruciali della cura.
Attraverso l’approccio della medicina narrativa, promuovo una visione della sanità centrata sulla persona, capace di valorizzare le storie dei pazienti e dei loro familiari come parte integrante del processo terapeutico.
L’ottica di genere è la lente attraverso cui osservo e analizzo le disuguaglianze che si manifestano a ogni livello del sistema sociale. Le disparità di sesso e genere, radicate nelle strutture di potere, nelle norme e nei valori culturali, incidono profondamente sulla salute delle persone, in particolare di ragazze e donne. Comprendere la complessa interazione tra determinanti socio-economici e stato di salute significa riconoscere quanto i modelli culturali dominanti, spesso maschili e ritenuti “neutri”, condizionino ancora oggi la pratica sanitaria.
Superare queste visioni omologanti è essenziale per costruire una cultura della salute realmente inclusiva.
La proposta di EuropaForum mi è apparsa come uno spazio ideale per approfondire e promuovere nuove forme di welfare sanitario. L’immagine che associo a questo progetto è quella di un albero le cui radici rappresentano la consapevolezza, il tronco la forza della comunità, i rami e le foglie la diversità delle identità e la crescita, mentre fiori e frutti simboleggiano la speranza e il cambiamento futuro.
Come nel mio incontro con Rita — profondo e radicato nel tempo — credo che, se le radici sono sane e forti, l’albero di EuropaForum possa continuare a crescere vigoroso.

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